Nine Inch Nails (live ’09)

La “prima volta” a Roma di Trent Reznor e compagni, che per l‘occasione hanno diviso il palco con Animal Collective e TV On The Radio. Pubblico quantitativamente inferiore alle attese, ma chi c‘era non rimpianse i quaranta euro spesi.
Nine Inch Nails fotoIppodromo delle Capannelle
(Roma, 23 luglio 2009)
Sorvoliamo sulla cornice non proprio esaltante nella quale è stato posto l’ampio palco, quella di una striscia di lastricato e prato stretta fra la pista e la tribuna dell’Ippodromo di Capannelle: Roma, per gli spazi destinati ai concerti di un certo tipo, è quel che ben sappiamo, e ormai abbiamo esaurito pure le deplorazioni. E sorvoliamo pure sulla platea non folta come sarebbe stato lecito attendersi, quantificabile a occhio in 2.500 persone (solo dalle 21 in poi, però), e sul fatto che gli Animal Collective non siano proprio la band ideale per un’esibizione alle 18 e 45, con il sole ancora (caldo) nel cielo: è andata così, amen, inutile recriminare. Volendo sintetizzare al massimo, una serata in crescendo, aperta in modo un po’ stentato, proseguita decisamente meglio e terminata nell’apoteosi, e tante pernacchie a chi non c’era.
Penalizzatissimi dalla luce del giorno, nell’atmosfera e nel light show, gli Animal Collective hanno mostrato la loro abilità ma anche i limiti di una proposta elettronico-cantilenante che, nel contesto sbagliato, si rivela ripetitiva fino quasi all’insopportabile: i fan nelle prime file si divertivano lasciandosi stordire dall’ipnotismo dei ritmi, ma altrove si notavano solo pietosi trascinamenti di sacche scrotali gonfiate dalla noia. Tutt’altra storia i TV On The Radio, sempre poco favoriti dall’ora (hanno iniziato circa alle 20 e 15) ma assai più dinamici e trascinanti: ovvio che la sua dimensione ideale è quella del club, ma pure all’aperto la band newyorkese – meno arzigogolata e più “diretta” al confronto con i dischi nel suo personale soul/wave – ha saputo offrire una performance ben congegnata e intrisa di passione, protrattasi però solo per cinquanta minuti (forse a causa del tempo necessario per l’allestimento del palco degli headliner). Quando alle 22 e 10, nel buio più totale, i Nine Inch Nails hanno aperto il loro set, si è comunque capita subito la differenza di spessore: autentica “macchina da guerra” capace di destraggiarsi tra potenza inaudita, perfezione tecnica e intensità emotiva, il quartetto guidato da un Trent Reznor in straordinaria forma fisica e canora non ha avuto nemmeno un attimo di appannamento, privilegiando il repertorio di impronta metal-core ma concedendosi naturalmente aperture più soft e/o melodiche. Duttile per quanto concerne una strumentazione comprendente a a tratti persino contrabbasso e chitarra acustica (elettrificata), e spettacolare al massimo anche sotto il profilo scenico, il gruppo non ha fatto prigioneri, congedandosi dopo un’ora e cinquanta con una Hurt da lacrime. All’uscita, la luminosità dei sorrisi contrastava con il nero dominante degli abiti degli spettatori, ed era un gran bel vedere.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.662 del settembre 2009

Annunci
Categorie: recensioni live | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: