Leonard Cohen

Un coming out per il primo giorno del nuovo anno: al tempo dei miei primi approcci con Leonard Cohen, il mio parere su di lui era analogo a quello dichiarato da Elio e le Storie Tese a proposito della musica balcanica. Un‘eresia, certo, ma ero molto giovane. E comunque un‘eresia abiurata, visto che da decenni il Canadese è uno dei miei artisti-guida. Non credo, però, che sia stato un apprezzamento aprioristico a far sì che l‘ultimo Popular Problems figuri fra i miei album preferiti del 2014.

Cohen copPopular Problems (Columbia)
Pochissimi giorni fa, il 21 settembre, Leonard Norman Cohen ha spento ottanta candeline. Una ricorrenza importante che l‘artista canadese ha voluto festeggiare con un nuovo album di inediti, appena il tredicesimo negli ormai quarantasette anni trascorsi dall‘uscita del suo epocale esordio “Songs Of Leonard Cohen”. “Old Ideas” risaliva però al gennaio del 2012, e considerati i tempi intercorsi fra le pubblicazioni dei lavori del Nostro, specie dalla fine dei ‘70 in poi, si tratta di un‘anomalia che può spiegarsi in due modi: con un‘improvvisa, irrefrenabile urgenza di dire e concedersi, in fondo più che comprensibile alla luce dell‘età avanzata, e/o con il bisogno di rimpinguare un patrimonio che com’è ben noto gli fu praticamente azzerato – si parla di circa cinque milioni di dollari – dalla manager Kelley Lynch. A favore della seconda ipotesi, l‘intensisissima attività concertistica a livello mondiale e la commercializzazione di alcuni libri di poesie, di un “greatest hits” e di ben tre dischi/DVD dal vivo, uno storico e due recenti. Insomma, non c‘è mai stato tanto Leonard Cohen come nell‘ultimo lustro, e qualcosa significherà. Probabile che, chiedendogli lumi, lui risponderebbe con una massima zen, tipo “Se capisci, le cose sono così come sono. Se non capisci, le cose sono così come sono”, sfoderando uno dei suoi spesso indecifrabili sorrisi.
Grande è comunque la gioia di poter godere di nove canzoni finora mai ascoltate del Maestro – in realtà una, “Born In Chains”, era stata proposta sul palco – a soli trentadue mesi dal precedente set di dieci; un numero più alto, si presume, avrebbe comportato maggiore piacere, ma in casi come questo c‘è da ringraziare e stop, non da recriminare. Di fronte al (mezzo) miracolo, non c‘è nemmeno da dolersi che “Popular Problems” ricalchi gli schemi ai quali il suo autore ci ha abituati da un po‘: brani mai “spinti” e spesso dilatati, benché a tratti il supporto ritmico sia comunque incisivo, che si dispiegano fra bilanciatissimi intrecci elettroacustici – con trattamenti e inserimenti elettronici mai fuori luogo – e cori femminili ad accompagnare la solita voce tanto profonda quanto magnetica. Voce che, come sempre, non canta ma scandisce, con uno splendido range di sfumature espressive e ovviamente non rinunciando alle melodie, autentici distillati di Poesia (la P maiuscola non è un refuso) in rima. Il verso iniziale, “I‘m slowing like the tune / I never liked it fast”, è un manifesto, così come in quello conclusivo – “You got me wishing /our little love would last / You got me thinking / like those people of the past” – sono racchiusi mondi interi, e tutto ciò che c‘è nel mezzo, costruito con parole per lo più di uso comune ma non per questo meno intense, colpisce e rapisce, spaziando fra riferimenti biblici e autobiografici, riflessioni alte sulla Fede e alla sfera politico-sociale, ironia pungente e amore. Temi universali affrontati ”alla Leonard Cohen”, cioè con un equilibrio perfetto di forza e delicatezza, che ben si legano alle trame strumentali allestite dal tastierista e produttore Patrick Leonard, accreditato anche come coautore di sette tracce. Tracce che scorrono fluide ed emotivamente impetuose, immergendo l‘ascoltatore in una sorta di trance vigile. E se l‘espressione vi sembra un ossimoro, è chiaro che Leonard Cohen non l‘avete mai ascoltato per davvero.
Tratto da Audio Review n.356 dell‘ottobre 2014

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: