2014: la mia playlist

Quest‘anno la mia playlist dei dischi preferiti – che non ha alcuna pretesa di oggettività: sono solo dischi che, citando l’introduzione alla Playlist del 2013, “ho ascoltato più di altri, mi sono piaciuti più di altri, mi hanno colpito più di altri per qualsivoglia ragione” – è apparsa su “Blow Up” di dicembre e su MusicLetter, è stata presentata da Radio Kaos e finirà pure su “Suono”. A “Blow Up” e Radio Kaos sono andati bene quindici titoli in ordine alfabetico, MusicLetter ne ha voluti solo dieci (e ne ho scelti cinque stranieri e cinque italiani), “Suono” ne ha voluti sempre dieci ma in ordine di preferenza (purtroppo, perché certe graduatorie mi sembrano una forzatura). Questa playlist comprende quindici titoli in ordine alfabetico, nove stranieri e sei italiani; di dieci ho pubblicato recensioni in Rete e/o su carta e di uno degli altri cinque mi sono occupato nel contesto di un‘intervista. Sugli ultimi quattro non ho invece speso neppure una parola. Mi limiterò dunque a linkare i miei pezzi sui cinque album (italiani) dei quali si può leggere in Rete, riservandomi la facoltà di recuperare più avanti le recensioni uscite su carta. Ah, se qualcuno se le fosse perse, le mie considerazioni generali sulle playlist anticipate le trovate qui. Buon anno a tutti.
Playlist 2014 fotoDamon Albarn Everyday Robots (Parlophone)
Alt-J This Is All Yours (Infectious)
Leonard Cohen Popular Problems (Columbia)
John De Leo Il grande Abarasse (Carosello)
Edda Stavolta come mi ammazzerai? (Niegazowana)
Eugenio Finardi Fibrillante (Universal)
Peter Hammill & Gary Lucas Other World (Esoteric)
Mannarino Al monte (Leave)
The Men Tomorrow’s Hits (Sacred Bones)
Reigning Sound Shattered (Merge)
Riccardo Sinigallia Per tutti (Sugar)
Swans To Be Kind (Young God)
Vessel Le difese (Santeria)
Jack White Lazaretto (Third Man)
Wovenhand Refractory Obdurate (Glitterhouse)

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Categorie: playlist | 8 commenti

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8 pensieri su “2014: la mia playlist

  1. Giorgio

    Ciao Federico, sei tra i pochissimi ad aver inserito nella lista di fine anno i Reigning Sound. Disco che ho consumato, meraviglioso esempio di Garage-Soul con una scaletta degna di un capolavoro. Tutti gli altri mi auguro possano scoprirlo negli anni avvenire. Magari in quelle divertenti rubrichette in cui si mette la roba buonissima che si è persa nel rincorrere le mode del momento.
    Auguri di buon anno nuovo.

    • Massimo Parravicini

      Grazie per il consiglio. E’ un po’ retrò, ma molto, molto piacevole!

  2. Massimo Parravicini

    Grazie per la lista! Mi sorprende la mancanza del disco di Sharon Van Etten, mi sembrava vicino ai tuoi gusti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dei lavori di Beck, Ty Segall, War On Drugs e Temples.
    Buon Anno!

  3. anche a me piacerebbe chiederti di tanti altri lavori, ma quello che conta è la condivisione di tutta la bella musica di cui poter godere… continuamente ! Un buon anno di note !!

  4. antonio

    leggo da più parti dell’inutilità delle liste di fine anno. Non sono d’accordo e ne spiego i motivi. le milionate di proposte musicali che si trovano in rete mettono davvero in difficoltà gli appassionati come me che ne restano travolti. ed allora, almeno io, per decidere se comprare o meno un disco faccio proprio riferimento alle liste di fine album compilate dai critici musicali professionisti che stimo di più (tu sei uno di quelli) o dalle riviste che più mi piacciono. anzi dirò di più. quelle che veramente mi sembrano superflue sono le liste che si compilano per designare i migliori album del decennio, della storia ecc. ecc. Per un motivo semplice. quando si compilano queste liste il critico in qualche modo si spoglia dei suoi gusti personali e fa riferimento a quei dischi veramente importanti che hanno portato qualcosa all’evoluzione della musica rock. ciò comporta inevitabilmente che queste liste si assomigliano tutte. per fare un esempio pratico se dovessi compilare io una lista come potrei non inserire ad esempio i Kraftwerk o i sex pistols o gli yes. e li inserirei non perchè mi piacciono ma perchè sono stati gruppi indubbiamente cruciali nell’evoluzione del rock. non potrei invece inserire, che ne so, il disco degli allah las che pure se mi piace da morire indubbiamente non ha spostato il rock in avanti neppure un pò. i dischi di fine anno di solito sono quelli o dovrebbero essere quelli che si sono ascoltati di più che si sono amati di più che hanno suscitato emozioni autentiche , senza porsi alcun problema circa la loro importanza da qui a dieci anni per esempio (lo sositieni anche tu). mi piacerebbe sapere una tua opinione

  5. Gian Luigi Bona

    Colpevolmente ho preso solo ora il disco di Riccardo Sinigallia, che dire? È bellissimo !

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