La farsa dei dischi dell‘anno

Come sempre di questi tempi, siamo letteralmente sommersi da elenchi di dischi migliori/più significativi dell‘anno che sta per chiudersi, opera di singoli appassionati o redazioni di riviste di carta e on line. Nulla di male in assoluto, sia chiaro; viste la quantità folle di uscite e le diversità di gusti/orientamenti, nessuno pretende certo – o, almeno, spero – che la sua parola sullo spinoso argomento sia definitiva. A irritare fortemente gli appassionati è però il fatto che le benedette liste vengano diffuse a dicembre, con il risultato che – sistematicamente – molti titoli di valore ne risultano eslusi. Ho così deciso di indagare seriamente sul curioso fenomeno, e questo è ciò che ho scoperto.
Dischi dell'anno fotoMi piacerebbe davvero tanto sapere chi è stato il genio che, un giorno, ha deciso di pubblicare i resoconti sui migliori album dell’anno nelle riviste del dicembre dello stesso anno. Di sicuro non è nativo del Belpaese: a questa pessima usanza noi italiani ci siamo “solo” scioccamente accodati, il che almeno riduce le nostre responsabilità dello scempio. Non si è comunque trattato di un fulmine a ciel sereno: la demenza si è imposta in modo progressivo, immolando via via la razionalità in nome di tornaconti che un tempo erano tutti da dimostrare e che oggi, considerato come vanno le cose nel mondo dell’informazione musicale, semplicemente non esistono. Procedo però con ordine e ricostruisco un minimo la storia, limitandomi all’Italia e alle riviste specializzate più o meno storiche: Mucchio, Rockerilla, Buscadero, Rumore, Blow Up. Niente roba patinata in mano a editori “major”.

Negli anni ‘80, Il Mucchio Selvaggio era solito presentare le scelte del suo staff addirittura nel numero di marzo. Vero che allora usciva un decimo dei dischi che escono oggi, ma all’epoca i promo pre-release quasi non esistevano e la massima parte dei titoli veniva recensita acquistandola nei negozi, di norma d‘importazione; normale, quindi, che ci si prendesse quella quarantina di giorni – gennaio e l’inizio di febbraio, subito prima di inviare in tipografia la rivista di marzo – per procurarsi e ascoltare il maggior numero di album papabili. Quando la stampa specializzata era l’unica fonte di informazione o quasi, i numeri delle riviste con i dischi dell’anno erano i più importanti e venduti; comprensibile, quindi, che L’Ultimo Buscadero – all’epoca concorrente acerrimo del Mucchio, e non solo per l’affinità degli argomenti trattati – puntasse ad acquisire un vantaggio, anticipando di un mese la presentazione delle “playlist”; lo fece per la prima volta nel 1983 e per sei anni mantenne il primato, fino a quando il Mucchio lo raggiunse sul gradino di, appunto, febbraio. Non fu invece esattamente la competizione con un‘altra testata a spingere Rockerilla a uscire con i “best of the year” da sempre a gennaio, quando – con gli elenchi stilati al massimo a inizio dicembre – era assai improbabile che i giornalisti avessero assimilato tutto quello che avrebbero dovuto assimilare; ma a loro – l‘asse Claudio Sorge-Beppe Badino-Alberto Campo, che governava al tempo il mensile – questo non importava. Erano troppo presi dall‘autentica ossessione di arrivare prima prima prima di chiunque per curarsi di certe quisquilie.

Nessuna meraviglia, pertanto, che a lanciare l‘idea “playlist a dicembre” fu Rumore, che guarda caso aveva come direttore Sorge e come caporedattore Campo. Accadde nel 1996, suppongo a seguito di una “felice intuizione” di quest‘ultimo, e che la faccenda abbia cominciato a “fare scandalo” (virgolette d‘obbligo) solo in tempi abbastanza recenti è dovuto al non immediato allineamento della concorrenza. Tolto il Buscadero, che prosegue con coerenza a render note le sue sue scelte a gennaio, Blow Up si è infatti adeguato obtorto collo al malcostume dicembrino nel 2012 e la coppia Rockerilla-Mucchio nel 2013. Non so quante volte, quando le pagine musicali del Mucchio erano gestite da me, sono stato tentato di telefonare a Claudio Sorge – che era e rimane un caro amico – per dirgli “ma dai, perché non posticipate le playlist a gennaio? Parlo pure con gli altri in modo da evitare ‘furbate‘, così usciamo tutti assieme e diamo un freno a questa immonda farsa che ci costringe a dare un pessimo servizio ai nostri lettori e mina la credibilità di tutti”, ma non l‘ho mai fatto per evitare il disagio/malessere che avrebbe implicato un confronto anche indiretto con il suo “vice”. Sul Mucchio, dal 1997 fino a quando non me ne sono andato per ragioni che tutti dovreste conoscere (in caso contrario: qui, qui e qui), i famigerati elenchi hanno naturalmente continuato a vedere la luce a gennaio, perché a mio avviso poche decine di copie vendute in più non legittimavano l‘abiura del buon senso; subito dopo il mio abbandono, guarda che strano, pure lì si sono bovinamente conformati alla “regola”.

Va da sé che le questioni serie sono ben altre. Però, ecco, mi è parso giusto impiegare un paio d‘ore per ricostruire tutta la vicenda, affinché ciascuno possa trarre le sue conclusioni. Per quanto mi riguarda, benché con il solito disagio che mi coglie quando “devo” fare qualcosa che non ritengo corretto, ho consegnato a Blow Up la lista dei miei “Top 15” del 2014 il 12 novembre alle 20:46, ma ripensandoci sarebbe stato meglio se mi fossi comportato come Eddy Cilìa, che ha opposto il “gran rifiuto”. Perché, poche chiacchiere e chisenefotte della Rete che arriverebbe prima (come fa sempre e comunque), per avere un minimo di pur parziale attendibità le playlist andrebbero pubblicate a febbraio, dato che farlo a dicembre significa escludere pressoché totalmente gli album arrivati nei negozi da metà novembre in poi. Inutile, però, lanciare appelli all‘inversione di tendenza, perché non c‘è peggior sordo di chi non vuole intendere; anzi, è assai più probabile che presto o tardi, invece di ritornare a gennaio, si finirà ad anticipare a novembre.

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9 pensieri su “La farsa dei dischi dell‘anno

  1. Tutto verissimo, e andando più a ritroso su come sono nate queste distorsioni sulla stampa inglese c’è l’assurdita’ dei mensili che escono il 20 del mese con la data di 2 mesi dopo (es. il 20 novembre e’ uscito il n. di gennaio di Uncut e Mojo).

  2. Gian Luigi Bona

    Caro Federico mi fa piacere che hai tirato fuori l’argomento perché mi sembra piuttosto importante.
    Ovviamente i dischi che finiscono nelle liste sono comunque belli, il problema è che si crea una sacca di dischi usciti tra novembre e dicembre che non verranno recuperati l’anno seguente!
    Per esempio non ho visto in nessuna lista (ma potrei sbagliarmi!) “Americana” dei Guano Padano. Ad altri potrebbe benissimo non interessare ma io amo molto questo disco e la faccenda mi scoccia.
    Soprattutto però mi scoccia vedere in questo la solita pagliacciata all’italiana.

    • Gian Luigi Bona

      Che poi non ho capito a cosa possa servire questa pagliacciata!
      Forse vendono di più le riviste con le classifiche dei migliori dischi usciti tra gennaio e ottobre?

  3. Country Boy

    (non compro da anni ma grazie alla rete quel che mi sfizia maggiormente riesco ad assaggiare e per me ed i miei gusti Guano e Calibro sono li mejo d’Itaja) ma ho visto che su Pitchfork c’è ai primissimi posti un war on drugs che per me ed i miei gusti è guano in dose massiccia, del calibro via delle milizie anni ’70.

  4. Country Boy

    Forse ti risulta di piacevole ascolto (a me no, lo sto riascoltando “per colpa tua”) ma cerca di percepirne un’anima degna di essere considerata emergente fra almeno un centinaio di dischi di piacevole ascolto che probabilmente escono in un anno… un’anima, una personalità, un carattere, un cenno di originale, qualcosa che non sappia di gente qualunque che giocherella con gli strumenti musicali, qualcosa che sappia di talento, di abilitazione a giocherellare con la musica, insomma qualcosa meritevole di uscire dalla mischia dei piacevoli (non per tutti, a me ad esempio fa schifo al cazzo) ascolti. Al 25:56 mi arrendo è veramente insopportabile e troppo trito e ritrito, e troppo insulso deja vu palloso senza un minimo di buon gusto.
    (chiedo scusa al proprietario del blog, io non ho facebook od altro proprio per evitare eccetera, e qualche volta mi scappa ugualmente lo sfogo anche se in sede inopportuna)

  5. Pingback: 2014, un anno di grandi album su MLOL | [Biblio] Media Blog

  6. Caro Federico,
    ma il problema non si potrebbe aggirare semplicemente raccogliendo nella playlist dicembrina anche i dischi migliori rimasti fuori dalla playlist dell’anno prima?!?

    Ricordo inoltre che Eddi era stanco di quelle playlist perché troppo variegata l’offerta musicale rispetto a una volta e conseguentemente improbabile. Questa motivazione la capisco di più anche se mi dispiace perché anche le sue playlist per me erano preziose.

    Vabbé dai a febbraio fanne un’altra!

    • Sarebbe un casino… bisognerebbe ricontrollare tutte le uscite, e poi a rigor di logica non sarebbero le playlist “di quell’anno”. Comunque io da molti anni ho smesso di pensare di poter stilare playlist che abbiano un senso critico. Mi limito a elencare un tot di dischi che mi sono piaciuti più di altri fra quelli che ho ascoltato e stop.

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