Roberto Angelini

Al di là degli incidenti di percorso e di quel dividersi tra mille progetti che rende la sua carriera un po‘ dispersiva, Roberto Angelini è un musicista di alto livello e un autore di canzoni di rara sensibilità. Per eventuali scettici, un ottimo strumento di verifica è senza dubbio questo DVD dal vivo, filmato ormai oltre un lustro fa; da allora l‘artista romano ha pubblicato altri due dischi, uno assieme a Pier Cortese (Discoverland) e uno interamente suo (Phineas Gage), che hanno confermato appieno il suo spessore.

Angelini DVD copSoloLive (Fiorirari)
All’inizio del 2009, cioè all’epoca di quel La vista concessa che rimane tuttora il suo ultimo album, il Mucchio rese ampiamente conto del lungo e travagliato percorso “di redenzione” con il quale Roberto Angelini aveva preso le distanze dalla svolta commerciale del suo secondo disco (e soprattutto del singolo-tormentone Gattomatto) e imboccato nuove strade più consone alle sue radici e alla sua profondità artistica. Tale cammino ha avuto come tappa-chiave il progetto Pong Moon, fondato su riletture del repertorio di Nick Drake e concretizzatosi in due CD: l’album omonimo del 2005 e la sua appendice dal vivo Way To Blue, resa ancor più preziosa dai contributi di molti illustri ospiti e allegata in esclusiva proprio a Extra nell’estate del 2007. Ora, questo DVD amplia ulteriormente il già intrigante quadro, dimostrando al di là di ogni eventuale, pur legittimo dubbio lo spessore del musicista romano e la sua, come dire?, specialità. Non è infatti cosa da poco gestire in totale, perfetta solitudine un concerto che, oltre al canto, prevede l’utilizzo di chitarre, tastiere, theremin, lap steel e quant’altro (compreso un didgeridoo), muovendosi con perizia fra campionamenti, sincronizzazioni ed effetti. Un set “da gruppo” più che da cantautore, insomma, ricco di trame complesse e non penalizzato in termini di genuinità e passione dalla ricerca e dal rigore quasi scientifici sui quali è per forza di cose basato.
Quanto appena descritto trova pieno riscontro in SoloLive, testimonianza dell’esibizione tenuta il 21 novembre di due anni fa nel Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma: un autentico film di settanta minuti diretto/montato da Ettore Santoro, realizzato con l’ausilio di tre telecamere e valorizzato dall’ottima fotografia di Marco De Marco, che si concentra su Roberto – seduto in mezzo ai suoi strumenti, per averli tutti a portata di mano – ma che concede spazio pure ai bei video proiettati sullo schermo alle sue spalle per conferire alla performance un aspetto ancor più suggestivo. La scaletta è logicamente focalizzata su La vista concessa, del quale sono proposti – con arrangiamenti riveduti e corretti alla bisogna – nove brani: manca purtroppo Tramonto, ma non altre gemme fra le quali è arduo scegliere le più sfavillanti. Viene forse naturale citare l’uno-due iniziale (Vulcano e Quando crollano le stelle) e quello di chiusura (Dicembre e Fiorirari), ma la verità è che proprio nulla dà l’impressione del riempitivo; meno che mai i due episodi in teoria fuori tema ma in realtà complementari al resto del programma, ovvero il teso, vibrante strumentale Kabul (dal bel progetto di Niccolò Fabi Violenza 124) e la carezzevole interpretazione acustica di Day Is Done, a ribadire come Nick Drake continui ad aleggiare sul mondo espressivo di Angelini.
Contrariamente a quel che potrebbero pensare i malfidati, non si assiste a un tronfio sfoggio di pretenziosità. Al contrario, i suoni, le immagini e l’approccio esaltano la compostezza del protagonista e la sua chiara intenzione di mettersi al servizio di una musica che, ok, proviene da lui ma che con lui è un tutt’uno e che all’occorrenza ha addirittura vita propria e autonoma. Non tiene granché ad avere gli spot puntati addosso, Roberto, come implicitamente confermato dai sei splendidi videoclip qui aggiunti a mo’ di graditissimo bonus: tranne quello di Vulcano, dove la sua parte è peraltro piccolissima, non vi appare mai, preferendo che a (rap)presentare con toccante delicatezza le sue avvolgenti canzoni siano illustrazioni, disegni animati e le elaboratissime sculture con il pongo delle quali è lui stesso l’artefice (si guardino gli antiteci Dicembre e Fiorirari, il primo psichedelico e a tratti quasi inquietante, il secondo dolcemente poetico). Ha senso affermare che, volendo comprendere davvero Roberto Angelini, potrebbe essere un’eccellente idea partire proprio da questo SoloLive.
Tratto da Mucchio Extra n.36 dell‘estate 2011

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