Chrome Cranks

Credo in quello che faccio e in più sono testardo, e dunque non posso evitare, di tanto in tanto, di proporre post che saranno molto meno letti e “likeati” di altri. Sicuro che questo disco dei Chrome Cranks, ad esempio, farà la stessa (immeritata) fine di quelli di CountdownsKnoxville Girls, Fireballs Of Freedom o Dirtys, ma non importa: se anche soltanto tre persone lo scopriranno grazie al mio recupero, saranno tre persone felici.

Chrome Cranks copLive In Exile (Konkurrel)
A beneficio di quanti non fossero particolarmente addentro alle vicende dell’attuale panorama “underground” americano, gioverà ricordare che i newyorkesi Chrome Cranks – nelle cui file militano l’ex Sonic Youth e Pussy Galore Bob e l’ex Honeymoon Killers e Boss Hog Jerry Teel, oltre ai meno blasonati ma non meno capaci William Weber e Peter Aaron – rappresentano una delle punte di diamante di quella particolare e oggi celebratissima scena orientata verso la contaminazione tra rock’n’roll, noise, blues e punk lo-fi che vede come sua testa di ponte verso il mercato ufficiale la mai troppo lodata Jon Spencer Blues Explosion. I Chrome Cranks, infatti, amano le sonorità abrasive e distorte, le atmosfere cupe e terrificanti e le composizioni tese e rabbiose dove il desiderio di omaggiare le proprie radici – siano esse, come nel caso delle quattro cover di quest’album, gli Steppenwolf, gli Scientists, i T-Rex o un traditional come See That My Grave Is Kept Clean – marcia di pari passo con l’irrefrenabile istinto alla dissacrazione delle stesse.
Nelle due uscite dal vivo parzialmente immortalate in questo Live In Exile, che hanno avuto luogo in Olanda nel dicembre 1996, l’attitudine ruvida e lancinante della band ha modo di esprimersi in modo anche efficace rispetto ai lavori di studio, sia per l’energia derivata dal contatto con il pubblico, sia per la necessità di proporsi in una veste più spontanea e naturale. In sintesi, settanta minuti di autentico, devastante sabba rock’n’roll – provate a immaginare una jam-session tra i Sonic Youth e i primi Cramps – e diciannove episodi che costituiscono un perfetto riassunto dell’ormai lunga carriera di questa geniale congrega di terroristi del pentagramma.
Tratto da Audio Review n.180 dell‘aprile 1998

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