Elvis Costello

Non sono proprio un fan di Elvis Costello ma un suo grande estimatore senza dubbio sì. Non dall‘inizio della carriera, però, dato che nei giorni caldi del punk e della prima new wave un po‘ lo snobbavo, preferendogli artisti più aggressivi e/o particolari. Nulla da dire sulle sue enormi qualità di songwriter e performer, ma… insomma, mi piacevano più altre cose. tant’è che di lui posseggo pochissimi vinili e che ho completato (più o meno: troppa roba) la sua discografia in formato CD solo una decina di anni fa, con l‘acquisto di una serie di belle ristampe arricchite di bonus track. Non c‘è dunque da stupirsi che sull‘artista inglese abbia firmato un numero minimo di pezzi. Credo che il più lungo e articolato sia quello qui riproposto.
Costello DVD cop
The Return Of The Spectacular Spinning Songbook!!! (Hip-O)
Cos’è lo “spectacular spinning songbook”? Facilissimo, ogni estimatore di Elvis Costello lo sa: l’espressione con la quale si identifica il grande marchingegno – versione declanmacmanusiana della “Ruota della fortuna” di ogni TV del mondo – azionato dagli spettatori appositamente invitati sul palco in modo che, dopo la spinta impartitogli, si arresta in corrispondenza di una delle canzoni del repertorio del musicista inglese; quello stesso brano viene poi eseguito immediatamente dalla band, con notevoli benefici per l’imprevedibilità dei concerti e conseguente entusiasmo del pubblico. Nessuno stupore, quindi, che in occasione del venticinquesimo anniversario di quel tour (che toccò anche l’Italia), il nostro eroe abbia voluto riproporre la simpatica idea, riesumando pure – come avrebbe potuto essere altrimenti? – il suo “storico” pseudonimo da attore di vaudeville Napoleon Dynamite: da qui il titolo The Return Of The Spectacular Spinning Songbook!! di questo disco, inciso/filmato nel 2011 e commercializzato in più edizioni (DVD, CD, “deluxe” con entrambi ed esagerata “super deluxe” in appena 1.500 copie numerate che include pure un vinile 10”, un libro cartonato, un autografo di Costello e varie altre memorabilia: controindicazione, il prezzo attorno ai 200 euro).
Mentre il CD mette in fila sedici estratti dalle due esibizioni tenute al Wiltern Theatre di Los Angeles l’11 e il 12 maggio dell’anno scorso, il DVD attinge solo nella seconda data, con differenze tuttavia non molto significative (cinque tracce) a livello di scaletta. Per quanto riguarda il coinvolgimento, invece, il paragone è impietoso: se la registrazione non proprio allo stato dell’arte penalizza il dischetto “solo audio”, in quello audio/video il problema è in pratica minimizzato dalla vivacità delle immagini, tecnicamente pregevoli ed efficacissime, che colgono il mattatore in tutto il suo divertente istrionismo, i suoi compagni d’avventura Steve Nieve, Pete Thomas e Davey Faragher, la ballerina “in gabbia” al lato dello stage, la biondissima valletta incaricata di scegliere in platea a chi affidare la responsabilità del “giro di ruota”, le Bangles ospitate per la Tear Off Your Own Head (It’s A Doll Revolution) che le ragazze avevano reinterpretato nell’album della reunion del 2003. Una bella festa, insomma, senza sofisticati giochi di luci o effetti speciali spettacolari (il colpo d’occhio del meccanismo, dal diametro di tre metri e mezzo, è però notevole), alimentata dallo spessore delle canzoni – non tutte designate dal caso: quasi due terzi di esse sono state selezionate personalmente dall’altro Elvis – e dalle genuine, contagiose emozioni da esse veicolate. Certo, considerato che la produzione di Costello consta di abbondanti trenta album di studio si sarebbe potuto fare decisamente di più in termini di quantità, ma la scarsa durata del programma (un’ora e mezza) non è poi drammatica… così come la presenza limitata di veri classici (Alison, Radio Radio, I Want You, Everyday I Write The Book…). Piacevole, comunque, la sorpresa della cover – non stratosferica, ma ci può stare – di Out Of Time dei Rolling Stones.
Summenzionati limiti a parte, The Return Of The Spectacular Spinning Songbook!!! rimane in definitiva un prodotto valido, al quale le tre bonus track (una è Watching The Detectives) e il pur breve “dietro le quinte” conferiscono ulteriori motivi di interesse almeno per i cultori di più stretta osservanza. Gli altri, che di Declan Patrick MacManus conoscono magari poco (a proposito: le ragioni per le quali un songwriter di simile caratura non goda di consensi più ampi qui da noi sono davvero difficili da comprendere), potrebbero in ogni caso gradire parecchio la performance dell’oggi quasi cinquantottenne artista londinese, sostenuta dalla bontà della scrittura, dalle doti di entertainer ora confidenziale e ora spiritoso, dall’autorevolezza di rocker sporadicamente ostentata con assoluta nonchalance (un ascolto di Stella Hurt chiarirà il concetto meglio di qualsiasi parola). La massima “50,000,000 Elvis fans can’t be wrong” trova dunque conferma, benché si riferisse a un omonimo e benché volendola riferire a questo Elvis bisognerebbe eliminare qualche zero.
Tratto da Mucchio Extra n.38 dell‘estate 2012

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