John Lydon

Non saprei proprio cosa aggiungere, a quanto scritto otto anni abbondanti fa nella recensione riportata qui sotto. Se avete un‘oretta e mezza libera, dedicatela a John(ny).

Lydon DVD copThe Best Of British £1’s (Virgin)
C’è un legame che unisce il John Lydon quasi bambino del primo video di questo DVD (Anarchy In The UK dei Sex Pistols, 1976) a quello assai più provato fisicamente della Silver Machine colta in concerto in occasione di una reunion della band di ventisei anni dopo: gli stessi occhi (un bel po’) spiritati, le stesse movenze tra l’isterico e il beffardo (con, ad aleggiare, un velo di “scazzo”), la stessa aria compiaciuta da divo e da anti-divo assieme; un filo conduttore dipanato attraverso tutti i ventuno clip che dell’icona per eccellenza di punk (prima) e post-punk (dopo) raccontano l’avvincente storia, dagli esordi all’insegna del “no future” alle recenti repliche della grande truffa del r’n’r passando per la lunga e fondamentale saga alla guida dei Public Image Ltd, per il primo album da solista datato 1997 e per le collaborazioni con Afrika Bambaata e Leftfield. E non c’è da stupirsi che i filmati in oggetto abbiano come pressoché unico fulcro la prorompente fisicità del cantante e musicista inglese, autentica calamita di attenzioni e amante delle esagerazioni concettuali, artistiche, verbali ed estetiche: per allestire una sceneggiatura d’effetto sono sufficienti la sua faccia (da schiaffi) e qualche travestimento ad hoc, con tanti sberleffi a chi spende cifre assurde in effetti speciali. E colpisce, in questa sequenza cronologica, vederlo invecchiare – rimanendo peraltro sempre matto come un cavallo: le acconciature dei capelli sono in tal senso eloquentissime – mentre pone il suo inconfondibile carisma al servizio degli inni nichilisti Anarchy In The UK e God Save The Queen, di litanie cupe e malate quali Public Image o Death Disco, di ossessive anomalie danzerecce come (This Is Not A) Love Song, Bad Life, Seattle o The Body (qui proposta nella versione non censurata).
Insomma, un pirotecnico “one man show” basato sull’estro e la straordinaria mimica di un vero, genuino mattatore, non solo sul palco ma anche davanti alla macchina da presa: alcune sue performance, come ad esempio quelle di Don’t Ask Me o Cruel, farebbero invidia a molti professionisti del teatro e del cinema, tanta è la stralunata espressività che le anima. Una valida ragione per preferire questo DVD – ma solo se si è costretti a effettuare una scelta – all’antologia con lo stesso titolo edita in parallelo, che presenta grossomodo la stessa scaletta principale ma vanta come valore aggiunto “solo” un secondo dischetto di remix.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.618 del gennaio 2006

 

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