Swans

Nel 1996 Michael Gira annunciò che i suoi Swans avrebbero interrotto l‘attività dopo un ultimo album e un tour, e così andò. Alla fine del decennio seguente ci sarebbe poi stata una ripartenza sia concertistica che discografica, ma Soundtracks For The Blind – un‘opera imponente, oltre che assai singolare a livello di assemblaggio – fu reputato giustamente un addio. All‘epoca ne scrissi così.

Swans copSoundtracks For The Blind
(Young God)
Un “album finale” dell’avventura Swans, oltretutto nel formato di doppio CD di lunga durata, non è certo un avvenimento che possa passare sotto silenzio: non solo per la grande notorietà (di culto) dell’ensemble, da quindici anni esponente di spicco dell’avanguardia rock newyorkese assieme ai più popolari Sonic Youth, ma anche perchè la natura del lavoro in questione – assieme testamento ed epitaffio – faceva logicamente presumere un qualcosa di rappresentativo e definitivo. E in grado di far clamore, perchè la spettacolarità è uno degli ingredienti-base di un buon suicidio.
Con i suoi ventisei episodi di diversa provenienza (da spezzoni live a demo-tape fino ad incisioni professionali), Soundtracks For The Blind oscilla senza pace tra pseudo-ambient industriale rumorosa e “disturbante” e suggestive solennità post-punk marchiate dalla voce profonda di Michael Gira, tra folk visionari cantati da Jarboe e litanie strumentali diluite e ipnotiche; il tutto, però, con una sobrietà, un equilibrio e un buon gusto più unici che rari, senz’altro figli di un approccio “scientifico” alla musica ma non per questo privi di calore, fantasia e sentimento. Tanto evocativi nelle architetture sonore quanto spesso terrificanti nelle liriche – “Ho visto un dito bianco su una siepe di filo spinato / sapevo che era pericoloso, ma ho accettato il rischio / e sì, era dolce, così dolce da mangiare”, da Yum-Yab Killers – gli Swans sono maestri dell’arte del chiaroscuro, profeti del macabro elevato al rango di poesia, cantori sommessi ma incredibilmente carismatici di una società (reale? immaginaria?) sull’orlo dell’Apocalisse. E forse sono anche quanto di più vicino sia mai esistito, in termini attitudinali più che stilistici, ai leggendari Velvet Underground, sia per l’aspetto sinistro e tutt’altro che rassicurante di molte loro creazioni che per lo spirito meravigliosamente corrotto che le pervade. Parafrasando le parole di Helpless Child, nutritevi degli Swans e lasciate che brucino nella vostra mente.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.230 del 5 novembre 1996

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: , | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “Swans

  1. Pingback: Swans | L'ultima Thule

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: