Zola Jesus

Non contando Versions, la raccolta di reinterpretazioni dello scorso anno, questo Conatus è tuttora l‘ultimo vero album di Zola Jesus. Chi non la conoscesse e apprezzasse artiste come Nico, Siouxsie, Jarboe o Soap & Skin, potrebbe facilmente trovarcisi in sintonia.

PrintConatus (Sacred Bones)
Possibile, per non dire probabilissimo, che un personaggio come Nika Roza Danilova in arte Zola Jesus – origini russe e nazionalità statunitense: è cresciuta fra le foreste del Wisconsin – possa lasciare in chi si imbatte nella sua musica un’impressione molto positiva o molto negativa: nessuna mezza misura, insomma, com’è in fondo normale per coloro che alla rassicurante scorciatoia del conformismo preferiscono seguire le strade sconnesse e piene di ostacoli loro indicate da un’ispirazione indomabile e magari un po’ eccentrica. Non che la ragazza, ventidue anni compiuti lo scorso aprile, sfugga a eventuali tentativi di catalogazione: possiede una spiccata personalità, questo è difficile da negare, ma le sue canzoni – specie le dieci propriamente dette di questo terzo album in tre anni, che segue The Spoils e Stridulum II – rivelano passo dopo passo legami con il mondo di Siouxsie, magari più quella dei Creatures che quella dei Banshees. Colpa o merito di una voce tanto profonda quanto intrisa di fascino misterioso, e di atmosfere nelle quali rock e pop si amalgamano con trame elettroniche e/o industrial, suggestioni gothic e vaghi accenni classicheggianti.
Non si pensi però all’ennesima aspirante sacerdotessa “dark”: al momento viene (ancora) spontaneo pensarlo, questo sì, ma la vena pop che pervade l’intera scaletta, seppure intrecciata con soluzioni tenebrose/solenni e ritmiche spesso marziali, mostra con chiarezza come Zola Jesus vanti una multidimensionalità creativa capace di indirizzarsi ben oltre i confini pur ampi del genere “di riferimento”. Qualcuno magari lo riterrà un passo indietro rispetto ai vecchi dischi, più glaciali e inquiet(ant)i, ma di sicuro il parziale cambio di prospettiva gioverà all’affermazione della giovane presso una platea non di nicchia. Una platea che apprezzerà non solo le sue litanie austere e misteriose nonché a loro modo vellutate, ma anche l’espressività e il carisma a 360° di un‘artista che potrebbe andare parecchio lontano.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.687 dell‘ottobre 2011

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: