The Niro

Conosco The Niro da quando era “pischello”, come si dice qui a Roma, e mi ha fatto piacere, alla fine dello scorso decennio, riscontrare l’ottima accoglienza riservata ai suoi primi dischi. Adesso, dopo un (inevitabile) silenzio che certo non ha giovato alla sua carriera, me lo sono ritrovato piuttosto a sorpresa a Sanremo e mi auguro che questa “strana” esperienza – comunque stanotte si è qualificato per la finale, ed è una bella cosa – costituirà per lui una solida base per ripartire, benché con un progetto diverso da quello iniziale (non fosse altro che per i testi in italiano). Di lui ho recensito tutto tranne The Ship, il mini-LP pubblicato solo in vinile nel 2012.

The Niro cop 1An Ordinary Man (Universal)
Sono già vari anni che Davide Combusti, pur giovane multistrumentista e compositore romano, spende notevoli energie nel tentativo di affermare il suo progetto – battezzato con la simpatica sigla The Niro, che fa pensare a una band – presso pubblico e addetti ai lavori: un impegno ora premiato da un contratto con la Universal del quale questo EP – quattro brani più il suggestivo videoclip in bianco/nero della traccia portante, About Love And Indifference – è il primo assaggio nell’attesa di un album previsto a breve. Strano ma positivo che una major nostrana abbia voluto ingaggiare un artista adatto più all’esportazione – difficilissima, come insegna la storia – che al mercato interno, sia a causa del (bel) canto in inglese sia per lo stile tra folk-rock più o meno deviato e pop “colto” ad alto tasso di intimismo ed evocatività… ma Davide, qui sorretto dalla sobria ed elegante produzione di Roberto Procaccini e Gianluca Vaccaro, meritava una concreta chance: non solo per il talento, l’ispirazione e la tenacia dei quali è senza dubbio dotato, ma anche per il coraggio esibito nel seguire una strada espressiva idealmente mediana fra quelle di maestri come Jeff Buckley e Nick Drake.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.644 del marzo 2008

ArtiosCAD PlotThe Niro (Universal)
Poche settimane dopo l’EP di debutto An Ordinary Man, Davide “The Niro” Combusti offre un più ampio e inequivocabile saggio del suo talento con un album – tredici brani per quarantaquattro minuti di durata – più che efficace nell’evidenziare come il musicista romano non sia “solo” una specie di ideale trait d’union fra Jeff Buckley e Nick Drake. A fugare eventuali dubbi residui sull’ispirazione, il buon gusto e le doti a 360° che guidano i passi del ventinovenne songwriter, multistrumentista e cantante sarebbero comunque sufficienti You Think You Are e Liar, il micidiale uno-due di apertura: fragilità ed energia, introspezione e catarsi, rigore ed eclettismo, raffinatezza e naïvete abbracciati in composizioni folk-rock imprevedibili tanto nelle strutture quanto nei brillanti arrangiamenti. E le suggestioni intense si rincorrono senza pause anche nel resto della scaletta, appassionata e toccante nelle sue atmosfere sempre evocative, nella poetica tendente al visionario dei testi (in inglese), nel carisma di interpretazioni vocali quantomai duttili e a tratti caratterizzate dall’uso del falsetto: insomma, una prova di alto livello e di respiro internazionale, buona per il pubblico sia di nicchia che di massa, sulla quale sorprende – in positivo, of course – vedere apposto il marchio di una major.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.646 del maggio 2008

The Niro cop 3Best Wishes (Universal)
Emerso poco più di due anni fa con un EP e un album omonimo pubblicati dalla divisione international della Universal, Davide “The Niro” Combusti avrebbe potuto essere una di quelle meteore capaci di brillare appena per qualche attimo, seppur di luce vivida. La tempra del cantante, songwriter e multistrumentista romano è però ben diversa, come dimostrato da un secondo CD che conferma quanto evidenziato dal già notevole esordio e alza addirittura la posta in palio: lo fa con undici brani persino più ricercati e vibranti nel loro folk-rock intriso di (misurata) solennità e a tratti scosso da vigorose tensioni, giocato su strutture atipiche e arrangiamenti complessi e impreziosito dalle fantasiose, imprevedibili evoluzioni di una voce notevolmente duttile. Non c’è pop nel senso convenzionale del termine, in questi episodi solo apparentemente fragili ma in realtà solidissimi, attraversati da istinti psych e protesi – anche per quanto concerne i testi, sempre in inglese –  verso l’interno di noi stessi e/o dimensioni altre (e alte). Non è (per ora?) un Navigatore delle stelle, The Niro, ma il suo mondo espressivo è quello dei Buckley e dei Drake… benché dipinto con una produzione che al vintage preferisce una sobria, fascinosa “modernità”. All’estero l’hanno già adocchiato e potete scommettere che da lui ne sentiremo ancora delle belle.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.671 del giugno 2010

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “The Niro

  1. Franz Bungaro

    peccato per questa race to the bottom alla quale si sottopongono molti artisti italiani,alla fine bravi,pur di avere un po’ di successo e visibilità. Renga credo ne sia l’emblema, The Niro e’ , a questo punto, in scia. Dispiace ma sono sicuramente più che giustificati se il mondo (discografico soprattutto) e’ quello che è. Mi chiedo solo se loro si emozionino ancora ora, come allora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: