Sufjan Stevens

Questa è la recensione che, un anno fa, scrissi “al volo” per sostituire quella di Eddy che sarebbe stata la causa (molto occasionale) delle sue dimissioni dal Mucchio. L’album, gentile eufemismo, non è granché, ma nel mio archivio non è che ci sia molto materiale collegato/collegabile al Natale, forse perché è una festa che decisamente maltollero. Comunque, auguri a tutti. Fieramente laici, va da sé.

Stevens copSilver & Gold (Asthmatic Kitty)
Sembra che a Natale si debba essere più buoni ma, consentitecelo, questo non è sempre possibile. Prendiamo ad esempio questo cofanetto in cui sono raccolti i cinque EP “fantasma” incisi da Sufjan Stevens fra il 2006 e il 2010, oggetto ben confezionato che contiene anche vari simpatici gadget cartacei e non costa nemmeno uno sproposito (trenta dollari presso il sito dell’etichetta): non c’è obbligo di acquisto, d’accordo, ma in una situazione di mercato assurda come l’attuale una roba così – un sequel, per di più: sei anni fa era uscito Songs For Christmas, con i cinque EP precedenti – non può non suscitare irritazione. Non è fuori dal mondo che ogni artista con un minimo seguito possa permettersi di commercializzare qualsiasi stronzata gli passi per la testa sapendo di poter contare sul sostegno dei fan completisti, e per di più lo faccia in modo seriale? È tutto sbagliatissimo, perché quelle che una volta erano curiose e quindi piacevoli eccezioni sono diventate triste regola, tanto per svilire ancor più i concetti di “disco” e “musica” che per decenni ci hanno nutriti e resi migliori.
Logico che se questo mausoleo di cinquantotto tracce per quasi tre ore di durata (alla faccia degli “EP”!) fosse un capolavoro, le osservazioni non sarebbero le stesse. Il problema è che, eccetto una decina di episodi più “sperimentali” – diciamo così – quasi tutti racchiusi nel terzo supporto, Silver & Gold è insostenibile per inconsistenza e inutilità: non sarebbe stata allora cosa buona e giusta, come sentenzia la fede cristiana cui il Nostro non fa mistero di aderire e che a quanto pare è responsabile della sua ossessione per il Natale, selezionare una decina di pezzi da regalare in Rete? Sufjan Stevens ha un gran bel talento sghembo e a tratti riesce a esprimerlo persino nei traditional più o meno allucinati e più o meno corali dei quali il box è infarcito accanto a una ventina di canzoncine autografe, ma il troppo stroppia. Palle, palle e palle, e non di quelle che si attaccano all’albero.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.701 del dicembre 2012

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