The Residents

Dopo il post prevedibile di ieri, torniamo a qualcosa di “sorprendente” in quanto del tutto svincolato da qualsivoglia attualità. Il tema è un DVD realizzato da una band (?) che al di là degli inevitabili alti e bassi ritengo eccezionalmente creativa, non solo in ambito musicale ma anche per quanto concerne un aspetto spesso snobbato come quello dei videoclip. Continuate a leggere.

Residents copIcky Flix (EuroRalph)
Non è detto che tutti ne siano al corrente, e pertanto ci sembra il caso di sottolinearlo da subito: i Residents sono stati autentici pionieri del video-clip, inteso (anche) come forma d’arte ibrida tra musica e immagini in movimento, sia filmiche che animate, e non (solo) come strumento promozionale. Già all’alba della sua trentennale avventura, nei primi ‘70, il misterioso ensemble di San Francisco si dedicava infatti a esperimenti con la videocamera che nulla avevano da invidiare, a livello di bizzarria, forza evocativa e gusto ironico per la dissacrazione, a quanto parallelamente azzardato in campo audio. E che dire dei CD-ROM concepiti come progetti a sè stanti, altro ambito in cui l’eccentrica e geniale band americana è stata assolutamente all’avanguardia?
Non c’è da sorprendersi, dunque, che i quattro (?) artisti abbiano voluto esordire nell’ormai diffusissimo formato DVD: lo strano, semmai, è che non l’abbiano fatto prima. Allo stesso modo, nessuno degli estimatori dei Residents si meraviglierà dell’eccezionale valore di Icky Flix, che raccoglie quasi tutti i videoclip da essi confezionati nel corso della loro lunga carriera più alcuni realizzati per l’occasione e vari scampoli di opere appena abbozzate o mai portate a termine. Oltre ad effettuare gli opportuni restauri sulle immagini, per conferir loro la brillantezza all’epoca desiderata (ma non sempre pienamente ottenuta, per colpa dei limiti tecnologici e di budget), i Residents hanno però ri-registrato le musiche dei diciassette episodi, affiancandole alle originarie e offrendo quindi la possibilità di scegliere – grazie al sistema multitraccia del DVD – quali ascoltare come supporto dei clip; inoltre, una consistente selezione delle nuove elaborazioni sonore ha trovato posto in un normale CD da quasi cinquantacinque minuti intitolato Icky Flix – Original Soundtrack Recording.
Paradossalmente, a questo punto rimane ben poco da aggiungere: l’estro, la complessità e la surreale, stralunata bellezza di questi veri e propri capolavori di espressività audiovisiva non sono materia che possa essere trattata in poche righe, così come le differenze anche sostanziali tra le vecchie e le nuove versioni dei brani (tra i quali citiamo i “classici” Harry The Head, Constantinople, This Is A Man’s Man’s World e gli ampi estratti da Vileness Fats, The Gingerbread Man e Bad Day On The Midway). Non resta perciò che consigliare, a chiunque non provi idiosincrasia per il cabaret dell’assurdo allestito con mezzi quasi solo elettronici e incredibile creatività dalla band californiana, una full immersion nei solchi di Icky Flix: esperienza unica, prezzo contenuto, allucinazioni e stupore garantiti. Provare per credere.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.444 del 29 maggio 2001

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