Banco del Mutuo Soccorso

Le magnifiche ristampe dei primi due album degli Area e del secondo di Demetrio Stratos pubblicate poche settimane fa dalla Sony mi hanno fatto venire in mente quest’uscita risalente al 2012, commercializzata dalla stessa major e dedicata a un’altra band-cardine del rock italiano degli anni ‘70: ai tempi fu vista come un positivo segnale di cambiamento della strategia commerciale dell’etichetta in riferimento al recupero e alla valorizzazione del catalogo storico nazionale, e i passi successivi – compresi, appunto, i recenti (e i futuri) box di Area e Stratos – hanno confermato la bontà della previsione. Qualche mese fa, oltretutto, il Banco del Mutuo Soccorso è stato oggetto di un’analoga operazione sul secondo album Darwin: auspichiamo dunque che il 2014 porti un ulteriore, doveroso restauro, quello del terzo lavoro Io sono nato libero. Saremo accontentati?

Banco MS cop40 anni (Sony)
I giorni erano quelli del “pop italiano”, termine che sarebbe stato prestissimo accantonato a favore del meno ambiguo “progressive”. Il 3 maggio del 1972 il Banco del Mutuo Soccorso esordiva con un album reso inconfondibile dalla copertina sagomata a forma di salvadanaio, la cui punta sporgeva di svariati centimetri sopra gli altri LP (per inserirla negli scaffali molti acquirenti la piegarono o addirittura la tagliarono, elevando così la quotazione collezionistica dei pochi esemplari rimasti integri). Benché meno bizzarro di altri dello stesso giro, da Premiata Forneria Marconi a Balletto di Bronzo fino a Quella Vecchia Locanda, Le Orme, Rovescio della Medaglia, Osanna o Raccomandata Ricevuta di Ritorno, colpiva pure il nome del gruppo, che si era appena stabilizzato come sestetto dopo tre anni di apprendistato nel circuito romano segnati da avvicendamenti nell’organico e dalla ricerca di uno stile: accanto al fondatore Vittorio Nocenzi, ventunenne tastierista e compositore di grande talento, e a suo fratello Gianni, pianista più giovane di due anni, Francesco Di Giacomo (“già” quasi venticinquenne: voce duttile di impronta tenorile), il chitarrista Marcello Todaro e la sezione ritmica composta da Renato D’Angelo (basso) e Pierluigi Calderoni (batteria). Con questa formazione il Banco firmerà per la Dischi Ricordi i primi tre 33 giri, i più riusciti di una carriera proseguita fra alterne vicende fino a oggi: oltre al già citato debutto, il concept sull’evoluzione Darwin (sempre 1972) e Io sono nato libero (1973).
In occasione del suo quarantesimo compleanno, Banco del Mutuo Soccorso è stato ora ripubblicato dalla Sony in una lussuosa edizione doppia (vinile o CD) intitolata 40 anni e riccamente corredata di scritti e fotografie: una ristampa finalmente degna degli standard internazionali, insomma, che vanta come elementi di richiamo per gli appassionati il doveroso restauro tecnico del materiale originario, tre strumentali all’epoca destinati a un’opera rock dedicata a San Francesco (mai andata in scena) e versioni dal vivo di R.I.P., Metamorfosi e Traccia; qualche filologo storcerà la bocca, dato che tanto gli inediti di studio quanto i brani in concerto sono stati registrati nella primavera di quest’anno, ma lo smarrimento dei vecchi nastri e la mancanza di incisioni storiche hanno costretto a una forzatura comunque apprezzabile. Al di là del valore degli extra, il fatto fondamentale è che siano stati finalmente proposti in una veste di pregio – il suono dei CD immessi in precedenza sul mercato è scandaloso – i quarantuno minuti di uno dei massimi capolavori italiani dei Settanta: capolavoro per tutti, sia chiaro, e non solo per i cultori del prog, in virtù di un’energia rock e di un lirismo che si legano in modo perfetto alle complesse elaborazioni strutturali e alle soluzioni magniloquenti inscindibili dal genere. Ecco così che la breve intro In volo, declamata prima da Nocenzi e poi da Di Giacomo su trame musicali tenui e avvolgenti, prorompe nella frenetica, incalzante e ruvida R.I.P. – Requiescant In Pace (uno dei pezzi più punk del progressive, si scusi l’ossimoro), prima che Passaggio – un minuto di interludio scandito dal clavicembalo filo-rinascimentale di Nocenzi – apra la strada agli undici minuti quasi interamente strumentali di una Metamorfosi che si snoda fra assalti rock, accenni jazz e aperture classicheggianti fino al solenne ingresso del canto di Di Giacomo – coautore di testi dalla notevole forza immaginifica – e al poderoso, travolgente finale. Sono invece diciotto e mezzo i minuti de Il giardino del mago, imprevedibile suite che condensa ed esalta la creatività dell’ensemble lasciando l’onere e l’onore della chiusura a una Traccia che cita Bach e Beethoven. Auguri allo splendido quarantenne, insomma, nella speranza che la Sony ci restituisca quanto prima almeno Darwin e Io sono nato libero.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.698 del settembre 2012

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Categorie: articoli | Tag: , | 5 commenti

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5 pensieri su “Banco del Mutuo Soccorso

  1. Simone Sproccati

    Un disco fondamentale, Banco del Mutuo Soccorso, anche per molti appartenenti alle generazioni successive a quella che l’hanno visto nascere.
    Bello leggere di questo disco con questi toni, grazie.

  2. mimmo monopoli

    il tuo commento riguardo alla pessima qualità dei cd di Darwin si riferisce anche alle versioni rimasterizzate della serie “Dischi d’Oro”,che sono in mio possesso e che riguardano anche altri cd sia del Banco che della PFM e di altri artisti italiani?
    vorrei saperlo per decidere se vale la pena acquistare questa nuova edizione di Darwin
    grazie e ciao

  3. Mimmo Monopoli

    Federico approfitto nuovamente di questo spazio e della tua grande disponibilità per chiederti del cofanetto “Nevica sulla mia mano”,il box dedicato alla trilogia Dalla-Roversi,per sapere,qualora lo avessi ascoltato,se il cd di inediti è al livello degli altri 3 cd,che io già posseggo nelle loro prime edizioni su cd e a questo riguardo,ti vorrei chiedere se i 3 cd presenti nel box sono versioni rimasterizzate,perchè sulla confezione non è indicato nulla a tal proposito e benchè in rete ci siano migliaia di segnalazioni su questa pubblicazione,non vi è alcuna precisazione a tal proposito,a dimostrazione di quanta approssimazione e superficialità ci sia.
    Grazie e ciao

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