Nine Inch Nails

L’indiscusso capolavoro della band di Trent Reznor è “The Downward Spiral”, ma personalmente apprezzo nello stesso modo il successivo “The Fragile” che quattordici anni fa lanciava in via definitiva l’artista americano fra le stelle del mercato ufficiale. Ai tempi ne scrissi una recensione entusiastica, che non rinnego.

Nine Inch Nails copThe Fragile (Interscope)
Diciamo la verità: se tutti i musicisti in circolazione adottassero la politica di Trent Reznor e si limitassero a produrre un album-capolavoro ogni cinque anni, saremmo tutti molto più felici. Così, però, non sarà mai: tra i tanti onesti e disonesti mestieranti che nutrono e nel contempo inaridiscono il mercato discografico, artisti come il sig. Nine Inch Nails – che parlano, cioé, solo quando hanno davvero qualcosa da dire, e che quindi rendono le proprie uscite autentici avvenimenti artistici e commerciali – sono infatti poco numerosi. Purtroppo.
Dal suo ultimo lustro di osservazioni, riflessioni, impressioni e suggestioni, Reznor ha adesso ricavato The Fragile, ispirato al tema “dei sistemi che crollano e delle cose che si dividono”: un disco importante non solo per le dimensioni (due CD e ventitré brani per quasi centodieci minuti) ma anche per il modo in cui smentisce quanti ritenevano che la band americana non fosse ormai più in grado di incidere a fondo sul rock del nostro tempo. Figlio tanto di Pretty Hate Machine quanto di The Downward Spiral, ma ovviamente diverso da entrambi, The Fragile è la proiezione visionaria e quasi sempre inquietante di un’indole tormentata ma vivace, schizofrenicamente in bilico tra istinto e cura maniacale per il dettaglio, tra minimalismo e ridondanza, tra tormento ed estasi; un insieme di contrasti che quest’album riassume in una affascinante sequenza di brani dove l’elettronica è utilizzata per lo più a livello di (notevoli) trattamenti in studio e dove le strutture sono invece in gran parte costituite da intrecci ora vigorosi e ora pacatamente evocativi di chitarre, pianoforte, archi e voci. C’è un abisso stilistico, tra la distorta rumorosità di Pilgrimage (dark-industriale), Starfuckers, Inc. o We’re In This Together (pop d’assalto) e i crepuscolari e ammalianti sussurri di The Great Below, ma l’estrema diversificazione delle atmosfere non va a scapito di un affresco musicale che rimane paradossalmente omogeneo; e che, nonostante le apparenze, mostra saldissimi legami con quel concetto di “canzone” di cui Reznor è senza dubbio uno degli interpreti più personali e creativi.
È Nine Inch Nails all’ennesima potenza, The Fragile: sfaccettato, notturno, perverso e vellutatamente urticante, oltre che non facile da penetrare al primo ascolto. Forse, l’ultimo album davvero straordinario di questo ormai agonizzante secondo millennio.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.369 del 19 ottobre 1999

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “Nine Inch Nails

  1. Pingback: Nine Inch Nails | L'ultima Thule

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: