Appino

Non è un mistero che io sia un grande estimatore degli Zen Circus. È di pochi minuti fa la notizia che il debutto da solista del frontman della band toscana ha vinto la Targa Tenco 2013, naturalmente nella categoria miglior album d’esordio. Ecco quindi la mia recensione, una delle ultime scritte per il Mucchio, di questo disco magari controverso ma secondo me davvero notevole.

Appino cop

Il testamento (La Tempesta)
Assioma numero uno: per quanto riguarda il songwriting, più o meno tutte le canzoni di questo esordio in proprio di Andrea Appino sarebbero state perfette per un disco degli Zen Circus. Assioma numero due: nessuno dei (quattordici) brani di cui sopra avrebbe potuto finire in un disco degli Zen Circus, perché a volte capita di doversi confrontarsi con cose tanto personali da non poterle dividere con nemmeno con i propri fratelli. Ciò detto, appare ancor più comprensibile la scelta del musicista toscano di farsi accompagnare da musicisti diversi(ssimi) dal solito, ovvero Giulio Ragno Favero al basso e Franz Valente alla batteria (entrambi nel Teatro degli Orrori), e arrangiare le sue composizioni lasciando da parte il folk-rock da busker e allestendo uno scenario elettrico imponente, denso, spesso cupo e tratti persino un po’ disturbante, come si addice ai tre argomenti – la famiglia, il proprio ego, la schizofrenia – affrontati in testi sempre parecchio ispirati. Tolta La festa della liberazione, che omaggia (e plagia) la dylaniana Desolation Row, Il testamento è un album cantautorale ben poco classico, eclettico nella forma e intensissimo perché al 100 percento vero: l’esorcismo privato, che per essere efficace doveva diventare pubblico, di un giovane disadattato che nello scoprirsi adulto e splendido perdente ha trovato la sua vittoria.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.704 del marzo 2013

Advertisements
Categorie: recensioni | Tag: | 2 commenti

Navigazione articolo

2 pensieri su “Appino

  1. r.

    Ciao Federico, vista la tua presenza ho acquistato il nuovo numero di Blow Up leggero con piacere e attenzioni i tuoi scritti (finalmente anche recensioni di dischi nuovi). Trovare dopo più di 20 anni la tua firma e quella di Cilia e Bianchini nella stessa rivista mi ha fatto venire la nostalgia… con affetto un tuo vecchio lettore r.

  2. Anonimo

    Gran bel disco, conosco pochissimo i zen circus, quale disco è il loro capolavoro? grazie Federico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: