Knoxville Girls

Un (super)gruppo dalla vita breve, concretizzatasi in due album di studio (questo e, due anni dopo, In A Paper Suit) e uno dal vivo pubblicato solo in vinile. Il marchio per l’intera discografia, a sottolineare il legame con il lo-fi, è quello della In The Red, ma – incredibile a dirsi – è inutile cercare nelle note il nome di Mick Collins: non c’è, nemmeno nei ringraziamenti.

Knoxville Girls copKnoxville Girls (In The Red)
Un ennesimo album d’esordio giunge ad impinguare l’eccellente catalogo In The Red e il fin troppo affollato panorama alternative americano che si pone come meta il recupero quanto più possibile creativo delle radici. Non è, però, un esordio qualsiasi, come chiaramente indicato dai nomi di tre dei suoi cinque titolari: quelli, cioé, del chitarrista, armonicista e cantante Jerry Teel (Honeymoon Killers, Boss Hog, Chrome Cranks), del chitarrista Kig Congo Powers (Gun Club, Cramps, Nick Cave & The Bad Seeds) e del batterista Bob Bert (Sonic Youth, Pussy Galore, Bewitched), gente che più o meno da una ventina d’anni si dedica al rock in cui l’amore per le tradizioni marcia di pari passo con il desiderio di proporne riletture crude e dissacranti.
A dispetto dell’imponente background dei suoi principali artefici (completano la line-up l’organista Barry London e un terzo chitarrista, Jack Martin), Knoxville Girls non è un semplice, sterile sfizio da musicisti maturi e stanchi di trasgressioni: è, al contrario, un ispirato e intelligente omaggio all’american music delle origini – quella che ruota attorno all’asse country-rhythm’n’blues-rock’n’roll – realizzato con autentica passione e con estrema competenza… nonché, ovviamente, con un suono ruvido, sferragliante, nervoso, sanguigno e a tratti un po’ tetro, dalle cui trame sembra quasi esalare l’odore dell’alcool e del fumo. Insomma, una sintesi brillante ed estrosa – anche se non innovativa – delle esperienze di Teel, Powers e Bert; e un album intenso, vivo e ricco di feeling senza tempo, inevitabilmente da classificare come Musica Sacra.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.372 del 9 novembre 1999

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