Jim Rose

Vi sono dovute due spiegazioni a proposito di questo post, senza dubbio da classificare alla voce “anomalie”. Innanzitutto, il suo argomento non è la musica, anche se la musica in qualche maniera c’entra (leggete, per scoprire come). Poi, cosa che probabilmente vi stupirà, l’articolo è ricco di rimandi a “X-Files”, del quale tutti dovreste almeno aver sentito parlare: questo perché all’epoca (fra i venti e i quindici anni fa…) scrivevo anche per la rivista ufficiale della celebre serie TV, della quale ero appassionato a livelli abbastanza maniacali. Chiariti questi due punti, c’è solo da aggiungere che il video VHS da me citato è stato nel frattempo reso obsoleto da YouTube (del Jim Rose Circus esiste comunque un DVD) e che la lettura del libro – tuttora reperibile, in inglese – rimane consigliatissima. Ah, quasi dimenticavo: se vi schifate facilmente, Jim Rose potrebbe non fare per voi.

Jim Rose fotoUn freak come me
Anche se l’articolo che sta scorrendo sotto i vostri occhi è il primo da noi espressamente dedicato a Jim Rose, è almeno la terza volta che il singolare personaggio appare tra le pagine di questa rivista: come gli aficionados più attenti ricorderanno, ce ne siamo infatti occupati brevemente nel numero 5 (A qualcuno piace freak) e in modo più circostanziato nel 10 (Humbug, quando la normalità è un ostacolo), ma senza mai approfondire davvero l’argomento. Colmiamo dunque la lacuna ricordando a distratti e smemorati che Jim Rose, assieme all’amico e socio Enigma, è stato in un certo senso il vero protagonista di Humbug (Strane ferite), il quarantaquattresimo x-file: recitava il ruolo del Dr.Blockhead (nella traduzione italiana, Dr.Fuoriditesta), vale a dire il bizzarro fachiro il cui divertimento consisteva nel piantarsi chiodi nei punti più impensati, mentre il suo amico Enigma era (anzi: è) l’omone calvo e tatuato come un puzzle che divorava qualsiasi cosa. Nel caso non lo sappiate o lo abbiate dimenticato, ci pensiamo noi a ricordarvi che i due bizzarri mattatori di quello che è unimamente considerato uno degli episodi più originali, validi e divertenti dell’intera serie non sono attori reclutati alla bisogna ma veri artisti da “freak show” che sul piccolo schermo non hanno fatto altro che interpretare se stessi: senza trucco né inganno, e oltretutto mostrando solo qualche stralcio – i meno spaventosi – del loro repertorio. Increduli? E come reagireste, allora, se vi giurassimo che quella “strana coppia” è appena la punta dell’iceberg, e che la società cosiddetta civilizzata pullula di individui capaci di performance in apparenza impossibili?
Per essere in grado di provare la fondatezza di tale asserzione, ci siamo procurati la famigerata videocassetta – purtroppo mai edita nel nostro paese – che all’epoca sconvolse Darrin Morgan al punto di indurlo a scrivere Humbug: un nastro della durata di mezz’ora, intitolato The Jim Rose Circus Sideshow e commercializzato nell’ormai lontano 1993 dalla Columbia/Sony, che immortala a beneficio degli interessati di stomaco forte (e a danno di quelli che lo posseggono, invece, debole) le gesta della pazzesca prima troupe professionista di Jim Rose: quella che nell’estate del 1992, come un fulmine a ciel sereno, lasciò letteralmente senza fiato gli spettatori del celebre festival rock itinerante “Lollapalooza”, radunatisi attorno ai palchi di mezza America per assistere ai concerti di gruppi quali Red Hot Chili Peppers, Ministry, Pearl Jam e Soundgarden. Cosa è mostrato nel video? Beh, per non guastare la sorpresa a chi avrà il coraggio di visionarlo, vi diremo solo che alcuni dei numeri vedono The Amazing Mr. Lifto sollevare un blocchetto di cemento legato a due anellini infilati nei capezzoli, Matt The Tube aspirare attraverso un tubicino infilato nel naso la birra precedentemente pompata nello stomaco con lo stesso sistema (e offrirla poi al pubblico che – orrore! – la beve), Enigma mangiare lombrichi vivi e Jim Rose gettarsi con il viso su un mucchio di cocci di bottiglia; il tutto ripreso a colori, in un tripudio di primissimi piani, nel corso di un’esibizione al cospetto di centinaia di persone plaudenti.
L’argomento vi sembra degno di interesse, e magari siete curiosi da sapere come e da dove è potuto venir fuori un così atipico campionario di (dis)umanità? Bene, allora siete pronti per la lettura di A Freak Like Me, non meno impressionante autobiografia dello stesso Jim Rose edita lo scorso anno in Inghilterra dalla Indigo (ne esiste anche una edizione made in USA con un più vasto assortimento fotografico): in duecento pagine, il racconto cinico e orrido (ma spesso anche umoristico: fondamentale, in tal senso, il capitolo On The Road With Lolla, caratterizzato dal tormentone “Chi ha cacato sull’autobus?”) dell’ascesa di una star davvero alternativa e dei suoi sforzi per sfuggire alla normalità. E per essere, fino in fondo, un freak, nelle prerogative e nell’atteggiamento anche se non nel fisico.
Artista fuori dall’ordinario, o puro e semplice pazzo? Forse tutte e due le cose. Di sicuro, però, Jim Rose ha avuto almeno due grandi meriti: quello di aprire la strada ad una generazione di freak (o pseudo-tali) compiaciuti del proprio essere diversi, come provato dal fatto che dopo il suo successo i circhi sullo stile del suo si sono moltiplicati, e quello di avere contribuito in modo determinante alla perfetta riuscita di uno dei nostri x-files preferiti. Vale la pena, anche dovento affrontare ingenti spese in antiemetici, di approfondire la sua conoscenza.
Tratto da X-Files n.18 dell’aprile 1997

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Categorie: articoli | 4 commenti

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4 pensieri su “Jim Rose

  1. Pingback: Canzoni per X-Files | L'ultima Thule

  2. Articolo molto interessante di sicuro non sempre i soliti consigli triti e ritriti grazie per lo spunto.

  3. Gian Luigi Bona

    Leggo il post con colpevole ritardo ! Sono anche io un fan di X-Files e mi ricordo l’episodio (come potrebbe essere il contrario ?). È bello che esista gente non comune, originale, mettetela come volete. La varietà, la diversità è vita, è bellezza.

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