Io non sto più nel Mucchio

Mucchio copVi dico la verità: per ora, non avrei voluto scrivere questo post. Avrei di gran lunga preferito attendere qualche giorno, un po’ perché eventi di tale importanza vanno metabolizzati, e un po’ per non lasciare nulla in sospeso. Invece, dato che sulla Rete rimbalzano richieste di conferma (o smentita), accuse di scarsa trasparenza e – soprattutto – le esternazioni diffamatorie del mio ex ex direttore, qualcosa tocca dirlo subito. Allora, sì, è vero: ho lasciato il Mucchio. Nel numero di maggio, quindi, non ci sarò. Non una faccenda da poco, alla luce della mia più che trentennale relazione con la rivista, della quale mi permetto – solo per fornire le giuste coordinate di valutazione a quanti non sapessero – di riassumere in modo schematico le tappe essenziali.
Ci sono entrato nel 1979. Nel 1980 ho ideato lo spazio “Shock”, dedicato a punk, new wave e “nuovo rock” in genere, che ho gestito autonomamente, con un numero sempre maggiore di pagine, fino a tutto il 1982. Dal 1983 al dicembre 1987, con i contenuti di “Shock” integrati nella rivista, ho dato il mio contributo all’evoluzione del giornale prima come redattore e poi come caporedattore, abbandonando per sopraggiunti dissidi con la direzione/proprietà. Sono ritornato al Mucchio, su richiesta dell’ex ex direttore, nell’aprile del 1996, per occuparmi in prevalenza di rock italiano emergente: mi sono così inventato l’inserto “Fuori dal Mucchio”, divenuto anche rubrica con il passaggio alla periodicità settimanale, del quale sono sempre stato il responsabile unico. Idem per l’altro inserto “Classic Rock”, varato nel 2000, e per il trimestrale (dal 2001 al 2009; in seguito, semestrale) di approfondimento musicale Mucchio Extra, che ho sempre diretto. In più, ho ideato e curato gli “Speciale Mucchio” dedicati a Bruce Springsteen e U2, i quattro “Annuario del Mucchio” (questi ultimi assieme a John Vignola), la collana di libri per gli abbonati “Rock italiano – I grandi album” e tutti i CD realizzati sempre per gli abbonati. Ho inoltre portato un’infinità di idee, ingaggiato non so quanti collaboratori, rappresentato la testata in trasmissioni radio/TV ed eventi pubblici, buttato quotidianamente un occhio al suo forum, firmato qualche migliaio di pezzi (fra recensioni, articoli e interviste) e organizzato, curato e supervisionato le pagine della musica. Non a caso l’amico Federico Fiumani, appresa la notizia della mia fuoriuscita, l’ha commentata con “È come se io dicessi che me ne sono andato dai Diaframma”.
Comunque, il passato – per quanto ingombrante – rimane, appunto, passato. Il futuro è, per definizione, ancora da scrivere. Per quanto riguarda il presente, sono costretto ad alcune immediate precisazioni. La cifra che mi è stata corrisposta dalla Stemax, che pubblica il Mucchio, non è una “buonauscita” né tantomeno un’estorsione sotto minaccia, bensì quanto mi spettava – decurtato del 30% rispetto ai compensi fissati fino al 2011, provvedimento da me accettato solo in virtù della difficile situazione economica – per le mie prestazioni professionali relative agli anni 2012 e 2013. Non ero socio né dipendente e rivolgendomi al tribunale avrei di sicuro potuto avanzare richieste assai più consistenti, ma venir meno ai patti senza validissimi motivi non è proprio nel mio stile. Così come non sono nel mio stile – nella forma né soprattutto nella sostanza – epiteti quali “fighe di legno” e “lesbiche del cazzo” che mi sono stati fantasiosamente e scorrettamente attribuiti da chi, purtroppo, perde con precisione chirurgica ogni buona occasione per tenere sigillata bocca e tastiera.
Allo stato attuale, l’unica questione irrisolta (non per il passato, ma rispetto al futuro) riguarda Extra. Ho offerto alla Stemax la mia disponibilità a continuare a dirigerla alle stesse condizioni di sempre (autonomia nelle scelte contenutistiche ed estetiche, budget risicato per retribuire lo staff) e sono in attesa di una risposta. Allo stesso modo dovranno attendere (non saranno però tempi biblici) quanti vorrebbero conoscere i (tanti) perché del divorzio dopo un così lungo matrimonio: come sempre in questi casi, le ragioni professionali e umane sono numerose e non mi va di dibatterne ancora a caldo. Più trasparente di così, per ora, non avrei potuto essere. Grazie dell’attenzione.

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306 pensieri su “Io non sto più nel Mucchio

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  1. Massimo

    Ah Federico, e adesso io come faccio?! Vivo negli Stati Uniti da 15 anni e mia madre ogni 3 mesi mi spedisce Il Mucchio esclusivamente per leggere Fuori dal Mucchio, come faro’ adesso a scoprire dischi come quelli di Paletti, il Sindaco, Appino ecc.?
    Scriverai su questo blog di nuove uscite Italiane un po’ come facevi con FdM?
    Please let me know!!!
    Grazie.
    Massimo

  2. Pretty Vacant

    Anch’io vorrei sapere cosa farai… Mi chiedo anche che fine abbiano fatto tutte le schede (recensioni + incontri) della sezione FdM del sito del Mucchio. Non ci sono più!

    • Farò tante belle cose, fidati.

      La sezione FdM sarà probabilmente recuperata altrove, se non tutta almeno in larghissima parte. Ma non si chiamerà “Fuori dal Mucchio”.

      • Pretty Vacant

        Grazie per la risposta Federico, grazie davvero. E’ tardi e sono stanco dopo le prove col gruppo, stranamente di lunedì. Penso però di parlare a nome di tutti quelli che lottano cercando nuove vie nel filone della musica “rock” cantata in italiano e che hanno visto una recensione del proprio disco o un “incontro” pubblicato su FdM. Enorme soddisfazione e orgoglio, ecco quello che han provato! Realizzazione di sogni di bambino. Ti assicuro che ieri per me non vedere più FdM sul sito del Mucchio è stato straniante, come mi avessero tolto un pezzo di identità.

        Conserva e ripubblica quegli articoli, Federico! E per quanto riguarda il nome, chiamalo “Fuori i secondi”.

  3. Agostino Coli

    Ha ragione Fiumani, la penso come lui, tanto che da quando sei andato via non ho più acquistato il Mucchio, che acquistavo costantemente dal 1984. Mi chiedo cone faranno senza di te, viste anche le uscite di Cilia e di Bordone.
    In bocca al lupo, ed un sentito abbraccio!
    Agostino
    Reggio Emilia

  4. Robert Moog

    Beh…fiumi di inchiostro (più o meno digitale) si verseranno su questa questione come s’è già fatto su quella della partenza (cacciata?) dell’ ex ex direttore qualche tempo fa.
    Le ragioni? I tagli all’editoria che, per quanto parziali, hanno tolto ossigeno a riviste come il Mucchio Selvaggio.
    E quando la nave affonda…

  5. Corrado Bernardi

    Anche se mi dispiace perché avevo da pochi anni ritrovato Federico e Il Mucchio, a cui mi ero abbonato nel momento di crisi, credo che nonostante tutto ci sia spazio per tutti.

    Nonostante la dipartita di re-censori importanti, come Federico, Eddi e altri, il Mucchio potrà continuare; spero non si siano rotti i rapporti tra Federico ed Elena Raugei, che proprio Federico portò al Mucchio, anche se tempo sia probabile considerato il ruolo che ha assunto nel Mucchio, in ogni caso Elena potrà crescere ancora e far crescere anche il Mucchio, che già ha fatto qualche passo avanti con il nuovo ilmucchio.it, anche se forse perderà abbonati come me che si sentono più vicini a Federico.

    Federico ora quali nuovi spazi ti sei creato, questo bolg? Audio review, mah?! Blow up non mi pare all’altezza delle tue competenze, o forse si…torno ad abbonarmi a Blow up, che avevo abbandontato in favore del Mucchio? o hai altre soprese in serbo o che hai già creato e che ancora non conosco?

    • Le sorprese forse. Blow Up dovresti riguardarlo e comunque non mi sento affatto “sprecato” (ci sono Eddy, Bertoncelli, Bianchi, Bertoni e tanti altri), anzi!
      Con Elena ho troncato ogni rapporto, per questioni personali. Infine… no, non c’è spazio per tutti. Proprio no.

      • Corrado

        Lo temevo in verità…peccato perché mi era parso proficuo il vs. rapporto professionale.

        Allora, terminato l’abbonamento con il Mucchio riprenderò l’abbonamento a Blow up, a cui da buon toscano ero comunque rimasto affezionato. Magari contieni un po’ le stravaganze del buon Stefano e recuperate/fate tornare quel vagabondo di Beppe Recchia (se non l’ha già fatto).

        un saluto

      • Le “stravaganze” del buon Stefano sono il sale di Blow Up! 😀
        E Beppe Recchia da un po’ è tornato.
        Un saluto a te!

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